Le istituzioni europee
Introduzione
Il Parlamento
Il Consiglio
La Commissione
La Corte di Giustizia
La Corte dei Conti
La Banca
Il Comitato Economico e Sociale
Il Comitato delle Regioni
Introduzione
Molta strada è stata percorsa dal lontano 1952 quando, con la creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, furono poste la basi di una pace e di una prosperità durature in quello che era allora un continente profondamente diviso tra opposti sistemi politici ed economici. Il numero degli Stati membri, che oggi e' di 15, è più che raddoppiato ed è sempre più probabile l'adesione di nuovi paesi nell'immediato futuro, fino a raggiungere la pienezza degli stati europei. All'origine delle istituzioni vi è la volontà di porre le fondamenta di un'unione sempre più stretta fra i popoli europei. Con il crescere delle responsabilità, anche le dimensioni e il numero delle istituzioni sono andate aumentando. Nei primi venti anni di esistenza della Comunità, il compito della Commissione era di proporre, quello del Parlamento di formulare pareri, quello del Consiglio dei ministri di decidere e quello della Corte di giustizia di interpretare. Nel corso degli ultimi 20 anni il Parlamento europeo, eletto a suffragio universale diretto, ha acquisito nuovi poteri, è stata creata la Corte dei conti, la Banca europea per gli investimenti si è affermata come un'importante fonte di finanziamento dello sviluppo economico, il Comitato economico e sociale ha dato la dimostrazione di quanto utili siano la discussione e la cooperazione tra le parti sociali e, di recente, è stato istituito il Comitato delle regioni, con il compito di dar voce agli interessi e alle diversità regionali. Queste istituzioni cooperano strettamente ed in modo costruttivo, per i bene di tutti i cittadini europei. Quanto segue descrive in che modo esse svolgono la loro azione.
Il Parlamento
Deputati: 626, eletti ogni 5 anni
Germania 99; Francia, Italia, Regno Unito 87 ciascuno; Spagna 64; Paesi Bassi 31; Belgio, Grecia e Portogallo 25 ciascuno; Svezia 22; Austria 21; Danimarca e Finlandia 16 ciascuno; Irlanda 15; Lussemburgo 6. Prossime elezioni 1999
Sedi:
Strasburgo per le sessioni plenarie mensili, Bruxelles per le riunioni delle commissioni e per le sessioni supplementari. Il Segretariato generale ha sede a Lussemburgo
Indirizzo:
Segretariato generale del Parlamento europeo, L-2029 Kirchberg Lussemburgo - Tel: (352) 43001; la sede delle riunioni è a Bruxelles, rue Belliard 97-113, tel. 0032/32842111, fax 0032/32306933; ufficio per l'Italia, via IV Novembre 149, 00187 Roma, tel. 06/699501, fax 06/69950200.
ll Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale diretto, è il più grande parlamento multinazionale del mondo. E' costituito da 626 deputati, di cui 87 sono parlamentari italiani, eletti ogni cinque anni; le prossime elezioni si svolgeranno nel 1999.Rappresenta 370 milioni di cittadini dell'Unione Europea e le sue funzioni sono analoghe a quelle di qualsiasi altro parlamento: approvare leggi ed esercitare un'azione di controllo sull'attività del potere esecutivo. presidenti dei gruppi politici partecipano, insieme al presidente del Parlamento, alla Conferenza dei Presidenti, responsabile dell'organizzazione dei lavori del Parlamento e della preparazione dell'ordine del giorno delle sessioni plenarie. Le sessioni del Parlamento Europeo sono aperte alla stampa e al pubblico. Vengono pubblicati resoconti quotidiani nei giorni di seduta e rassegne periodiche delle attività del Parlamento. Le commissioni parlamentari e i gruppi politici si riuniscono anche a Bruxelles.
Il Parlamento si considera il custode degli interessi europei e il difensore dei diritti dei cittadini. Oggi esso è in grado di adempiere questo suo duplice compito più efficacemente che in passato, perché le sue competenze sono state gradualmente ampliate ed i suoi poteri rafforzati, prima con l'Atto unico del 1987, quindi con il trattato sull'Unione europea del 1993.
I principali poteri di cui dispone il Parlamento Europeo si possono così distinguere:
- potere legislativo
- poteri in materia di bilancio
- poteri di controllo dell'esecutivo.
Singolarmente o collettivamente, i cittadini europei hanno il diritto di presentare al Parlamento petizioni su questioni che rientrano n ell'ambito di competenza dell'Unione europea e possono rivolgersi al mediatore nominato dal Parlamento per denunciare casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni europee.
POTERI LEGISLATIVI
Il trattato di Roma del 1957 assegnava al Parlamento soltanto un ruolo di carattere consultivo, attribuendo alla Commissione il compito di proporre e al Consiglio dei ministri quello di decidere la legislazione da adottare. I trattati successivi hanno rafforzato l'influenza del Parlamento sull'attività legislativa comunitaria, tanto che oggi, in molti campi, il potere di decisione è condiviso dal Parlamento e dal Consiglio.
La procedura di consultazione prevede che il Parlamento formuli un parere prima dell'adozione da parte del Consiglio di una proposta legislativa presentata dalla Commissione. Questa procedura viene applicata, ad esempio, per la revisione dei prezzi agricoli.
La procedura di cooperazione consente al Parlamento di modificare, con i propri emendamenti, le proposte di atti legislativi; prevede una doppia lettura in Parlamento e offre quindi ai deputati la possibilità di esaminare ed emendare le proposte della Commissione e le relative posizioni comuni del Consiglio.
La procedura di codecisione pone su un piede di parità, nel processo legislativo, il Parlamento ed il Consiglio. Il Comitato di conciliazione (che riunisce i membri del Consiglio ed altrettanti rappresentanti del Parlamento, e ai cui lavori partecipa anche la Commissione) ha il compito in caso di disaccordo tra le due istituzioni, di trovare un compromesso su un testo che possa poi essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento. Se in seno al Comitato di conciliazione non si raggiunge un accordo, il Parlamento può respingere la proposta.
Il parere conforme del Parlamento è previsto per gli accordi internazionali importanti, quali l'adesione di nuovi Stati membri, gli accordi di associazione con paesi terzi, l'organizzazione e gli obiettivi dei fondi strutturali e del Fondo di coesione (1) e per la definizione dei compiti e dei poteri della futura Banca centrale europea.
POTERI IN MATERIA DI BILANCIO
Il Parlamento europeo approva ogni anno il bilancio dell'Unione europea. La procedura di bilancio consente al Parlamento di proporre modifiche ed emendamenti alle proposte iniziali della Commissione e al progetto del Consiglio. Il Consiglio ha l'ultima parola sulle spese per la politica agricola e su quelle derivanti da accordi internazionali, ma per le altre (istruzione, programmi sociali, fondi regionali, progetti ambientali e culturali, ecc.) decide il Parlamento in stretta cooperazione con il Consigli o .
In casi eccezionali, il Parlamento europeo può respingere in blocco il bilancio, come è avvenuto quando le sue richieste non sono state prese in considerazione. Spetta al presidente del Parlamento constatare che il bilancio è definitivamente adottato a conclusione delle procedure.
Il controllo delle spese è compito della commissione parlamentare per il controllo di bilancio, cui spetta verificare che il denaro sia utilizzato per gli obiettivi stabiliti e contribuire alla prevenzione e all'individuazione delle frodi. Il Parla mento procede annualmente ad una valutazione della gestione del bilancio da parte della Commissione prima di approvare i conti e di concedere lo scarico sulla base della relazione annuale della Corte dei conti.
CONTROLLO DELL'ESECUTIVO
Il Parlamento esercita un controllo politico generale dell'attuazione delle politiche comunitarie. Il potere esecutivo dell'Unione europea è condiviso dalla Commissione e dal Consiglio dei ministri; i loro rappresentanti si presentano regolarmente dinnanzi al Parlamento.
Il Parlamento ogni cinque anni interviene direttamente nella nomina del presidente e dei membri della Commissione. Inoltre il Parlamento segue da vicino l'attività della Commissione esaminando le molte relazioni mensili ed annuali che essa è tenuta a presentargli. I deputati possono formulare interrogazioni scritte ed orali alla Commissione (circa 4000 nel 1994) e porre domande ai commissari durante l'ora delle interrogazioni, prevista nel corso delle sessioni plenarie e delle riunioni delle commissioni parlamentari. In situazioni estreme il Parlamento può approvare una mozione di censura sull'operato della Commissione, obbligandola a dimettersi (finora un caso del genere non si è mai verificato).
Il presidente in carica del Consiglio presenta al Parlamento il proprio programma all'inizio del suo mandato ed una relazione alla fine del semestre. Inoltre, egli riferisce al Parlamento sui risultati di ogni Consiglio europeo ed illustra gli sviluppi della politica estera e di sicurezza comune. I ministri presenziano alle sessioni plenarie e partecipano all'ora delle interrogazioni ed ai dibattiti più importanti. Sono tenuti a rispondere alle interrogazione scritte. All'inizio di ogni riunione del Consiglio europeo, il presidente dell'Assemblea illustra la posizione del Parlamento europeo sui temi che saranno discussi dai capi di Stato e di governo, riuscendo spesso ad influire sull'orientamento delle discussioni in programma.
L'ORGANIZZAZIONE DEL PARLAMENTO
Tutti i principali movimenti politici esistenti nei paesi dell'Unione europea (dall'estrema sinistra all'estrema destra, per un totale di un centinaio di partiti) sono rappresentati nel Parlamento e sono organizzati in un numero limitato di gruppi politici (attualmente otto).
La gestione generale delle attività del Parlamento è responsabilità dell'Ufficio di presidenza, composto dal presidente a da 14 vicepresidenti. Tutti i membri sono eletti per un mandato di due anni e mezzo.
I presidenti dei gruppi politici partecipano, insieme al presidente del Parlamento, alla Conferenza dei presidenti, responsabile dell'organizzazione dei lavori del Parlamento e della preparazione dell'ordine del giorno delle sessioni plenarie.
Gran parte dei lavori del Parlamento si svolgono nelle sue venti commissioni che coprono tutti i settori d'attività dell'Unione europea, dall'agricoltura alla politica estera e di sicurezza comune, dagli affari giuridici e i diritti dei cittadini allo svi luppo e alla cooperazione.
ACCESSO DEL PUBBLICO E INFORMAZIONE
Le sessioni del Parlamento europeo sono aperte alla stampa ed al pubblico. Vengono pubblicati resoconti quotidiani nei giorni di seduta e rassegne periodiche delle attività del Parlamento. Informazioni sono fornite dalla Direzione generale Informazione e relazioni pubbliche del Parlamento, dagli uffici di rappresentanza del Parlamento nelle capitali degli Stati membri e presso gli Euro-info-point.
Il Consiglio
Membri:
i ministri dei 15 Stati membri
Presidenza:
esercitata a turno ogni sei mesi e a partire dal 1° luglio 1995 nel seguente ordine: Spagna, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Austria, Germania, Finlandia, Portogallo, Francia, Svezia, Belgio, Spagna, Danimarca, Grecia.
Sede di riunione:
Bruxelles, tranne che in aprile, giugno e ottobre, mesi in cui tutti i Consigli hanno luogo a Lussemburgo.
Indirizzo: 175, rue del la Loi, B-1048 Bruxelles
Telefono: (32-2) 285 61 11 Fax: (32-2) 285 73 97 / 73 81
l Consiglio dell'Unione Europea, anche noto come Consiglio dei Ministri, è la sede delle decisioni legislative, della definizione degli obiettivi politici, del coordinamento delle politiche nazionali dell'Unione Europea.
Il Consiglio presenta le caratteristiche sia di un'organizzazione sovranazionale, sia di un'organizzazione intergovernativa. Ogni riunione del Consiglio riunisce i rappresentanti degli Stati Membri, solitamente ministri, che devono rispondere ai parlamenti nazionali e all'opinione pubblica dei rispettivi paesi. La Presidenza del Consiglio è esercitata a turno dagli Stati Membri, che si succedono ogni sei mesi (da gennaio a giugno e da luglio a dicembre).
Dal 1974 i capi di stato e di governo si riuniscono almeno due volte l'anno nel Consiglio Europeo, a cui partecipa anche il presidente della Commissione. Le norme comunitarie, adottate dal Consiglio, possono avere forma di: regolamenti, direttive, decisioni, raccomandazioni e pareri. Il Consiglio è assistito da un Comitato formato da rappresentanti permanenti - Coreper - degli Stati membri. E' compito del Comitato dei rappresentanti permanenti preparare i lavori lavori del Consiglio ed eseguire i mandati affidati al Comitato dei rappresentanti permanenti. E' stato previsto che quest'ultimo si riunisca in due parti: la prima parte costituita dai rappresentanti permanenti aggiunti e la seconda parte costituita dagli ambasciatori
Il Consiglio presenta al tempo stesso caratteristiche proprie sia di un'organizzazione sovranazionale che di un'organizzazione intergovernativa, prende decisioni a maggioranza qualificata su certe questioni e all'unanimità su altre. Nelle sue procedure, n ei suoi metodi, nelle sue pratiche e perfino nelle sue controversie, il Consiglio dà prova di un alto grado di solidarietà e di fiducia, quale raramente si constata nelle relazioni tra gli Stati. Nessun dubbio è possibile sul suo carattere democratico. Ogni riunione del Consiglio riunisce i rappresentanti degli Stati membri, solitamente ministri, che devono rispondere ai parlamenti nazionali e all'opinione pubblica dei rispettivi Paesi.
LA PRESIDENZA
La presidenza del Consiglio è esercitata a turno dagli Stati membri, che si succedono ogni sei mesi (da gennaio a giugno, da luglio a dicembre).
L'importanza del ruolo della presidenza è andata crescendo con l'aumentare delle competenze dell'Unione. Il suo compito consiste:
- nell'organizzare e presiedere tutte le riunioni;
- nell'elaborare compromessi accettabili e trovare soluzioni pragmatiche ai problemi sottoposti all'esame del Consiglio;
- nel garantire coerenza e continuità nelle decisioni.
IL PROCESSO DECISIONALE
In forza del trattato sull'Unione europea, l'azione dell'Unione europea si fonda su tre pilastri e le decisioni vengono prese a maggioranza qualificata o all'unanimità.
Il primo pilastro comprende tutta una serie di politiche comunitarie (agricoltura, trasporti, ambiente, energia, ricerca e sviluppo) elaborate e attuate secondo un processo decisionale ormai ben sperimentato, che prende inizio con una proposta dell a Commissione. Una volta ultimato un attento esame tecnico e politico, il Consiglio può adottare la proposta della Commissione, modificarla o respingerla.
Il trattato sull'Unione europea, introducendo la procedura di codecisione, ha ampliato i poteri del Parlamento europeo: molti atti legislativi (relativi al mercato interno, alla tutela dei consumatori, alle reti transeuropee, all'istruzione e alla sanità) sono adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio.
Nella gran maggioranza dei casi (tra l'altro, per tutto ciò che riguarda l'agricoltura, la pesca, il mercato interno, l'ambiente e i trasporti), il Consiglio decide con il voto a maggioranza qualificata
I settori del primo pilastro per i quali resta richiesta l'unanimità sono la politica fiscale, l'industria, la cultura, il Fondo regionale e il Fondo sociale, e il programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico.
Per gli altri due pilastri creati dal trattato sull'Unione europea, la politica estera e di sicurezza comune (secondo pilastro) e la cooperazione nei campi della giustizia e degli affari interni (terzo pilastro), il Consiglio ha un potere si a di decisione, sia di iniziativa. L'unanimità è la regola per entrambi i pilastri, tranne che per la realizzazione di azioni comuni, che possono essere decise a maggioranza qualificata.
La politica estera e di sicurezza mira a definire e ad attuare una politica comune estesa a tutti i settori della politica estera e di sicurezza.
La cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni è volta a realizzare la libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione europea e a promuovere azioni di interesse comune per quanto riguarda il controllo delle frontiere esterne , la politica d'asilo, la politica d'immigrazione, la lotta contro il terrorismo, il traffico di droga e altre forme gravi di criminalità internazionale.
IL CONSIGLIO EUROPEO
Dal 1974 i capi di Stato e di governo si riuniscono almeno due volte all'anno nel Consiglio europeo (i cosiddetti vertici europei), a cui partecipa anche il presidente della Commissione. Il presidente del Parlamento europeo tiene un discorso nella seduta d'apertura.
Il ruolo del Consiglio europeo nell'Unione ha assunto un'importanza sempre maggiore: ad esso spetta stabilire le priorità, definire gli orientamenti politici, dare all'Unione l'impulso necessario al suo sviluppo e comporre le divergenze che non è stato possibile superare nell'ambito del Consiglio dei ministri.
Il Consiglio europeo presenta al Parlamento europeo una relazione dopo ogni sua riunione e una relazione annuale sui progressi compiuti dall'Unione.
LA LEGISLAZIONE COMUNITARIA
Le norme comunitarie, adottate dal Consiglio (o dal Parlamento e dal Consiglio nel quadro della procedura di codecisione) possono avere forma di:
- regolamenti: direttamente applicabili senza necessità di provvedimenti nazionali di attuazione;
- direttive: vincolano gli Stati membri per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi;
- decisioni: obbligatorie in tutti i loro elementi per i destinatari da esse designati. Una decisione può essere destinata a tutti gli Stati membri, a persone giuridiche o a persone fisiche;
- raccomandazioni e pareri: non vincolanti.
La legislazione comunitaria, comprese le posizioni comuni del Consiglio trasmesse al Parlamento europeo, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale in tutte le lingue ufficiali della Comunità europea.
ORGANIZZAZIONE
Ogni stato membro ha una propria delegazione nazionale a Bruxelles: la rappresentanza permanente. Tali delegazioni sono presiedute dai rappresentanti permanenti, che sono abitualmente diplomatici con una lunga esperienza. Essi sono riuniti nel Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri), che prepara le sessioni ministeriali. Il Coreper si riunisce settimanalmente e il suo compito principale consiste del far sì che soltanto le questioni più difficili e delicate siano trattate a livello ministeriale.
Al Coreper vengono anche sottoposte le relazioni dei numerosi gruppi di lavoro del Consiglio, composto di esperti nazionali, che esaminano in dettaglio le proposte della Commissione e indicano, tra l'altro, i punti d'accordo e disaccordo.
I lavori del Consiglio "Agricoltura" sono preparati da rappresentanti ad alto livello degli Stati membri, insediati a Bruxelles, che si riuniscono settimanalmente nel Comitato speciale agricoltura.
Il segretariato generale fornisce l'infrastruttura amministrativa e materiale del Consiglio a tutti i livelli. Esso costituisce un elemento di continuità nelle procedure del Consiglio e custodisce gli atti e gli archivi del Consiglio. Il servizio giuridico ha il compito di assistere il Consiglio e i comitati in tutti i problemi di carattere giuridico. Il segretario generale è nominato dal Consiglio all'unanimità.
TRASPARENZA
Il Consiglio dei ministri sta compiendo grandi sforzi per rendere le sue attività più accessibili al cittadino. Le votazioni sugli atti legislativi, con le relative motivazioni, sono ora automaticamente rese pubbliche.
Il pubblico ha diritto di accedere ai documenti del Consiglio e alcune discussioni del Consiglio sono trasmesse per televisione. Tra le altre misure dirette ad aumentare la trasparenza, vanno ricordate le conferenze stampa e la diffusione di note informative sulle questioni in discussione.
Dopo ogni riunione del Consiglio, il servizio stampa emette ampi comunicati stampa, disponibili su richiesta e mediante le banche dati.
La Commissione
Numero dei membri: 20
Numero dei commissari per paese: due per Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, uno per ciascuno degli altri stati membri.
Mandato: 5 anni (1995 - 2000).
Sede: rue del la Loi 200, B-1049 Bruxelles.
Telefono: (32-2) 299 11 11
La Commissione Europea è composta da 20 commissari e ad essa spetta l'incarico di far rispettare le direttive europee e l'integrità del mercato unico. La Commissione si riunisce una volta alla settimana per svolgere i suoi lavori quali l'adozione di proposte, la messa a punto di documenti politici e l'esame della situazione nei principali settori interessati alle politiche europee. La Commissione ha il potere di prendere provvedimenti nei confronti di individui, imprese e organizzazioni per violazione delle norme comunitarie, fermo restando il loro diritto di appello alla Corte di Giustizia. La Commissione amministra il bilancio annuale dell'Unione Europea. Nella convinzione che una maggiore trasparenza e apertura possa contribuire a colmare il divario tra le istituzioni europee e i cittadini, la Commissione ha adottato una serie di misure per facilitare l'accesso del pubblico ai suoi documenti. Il principio fondamentale a cui si ispira la sua azione è che l'accesso ai documenti può essere limitato soltanto dalla necessità di tutelare taluni interessi pubblici e privati. La sede della Commissione Europea è a Bruxelles, rue de la Loi 200, tel. 00322/2991111.
E' importante infine ricordare che per visitare la Commissione, ricevere le sue pubblicazioni e ottenere altre informazioni, ci si può rivolgere agli uffici di rappresentanza della Commissione nei paesi membri o a qualsiasi Euro-info point.
Di seguito vengono elencati i componenti della Commissione:
Jacques SANTER - presidente (Segretario Generale, Servizio Giuridico, Ufficio di Scurezza, Nucleo Prospettive, Ispettorato Generale dei Servizi, Servizio Comune Interpretazione-Conferenze, Servizio del Portavoce, Affari Monetari, Politica Estera e di Sicurezza Comune, Affari Istituzionali e Conferenza Intergovernativa);
Sir Leon BRITTAN - vicepresidente (Relazioni Esterne con l'America Settentrionale, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Cina, la Corea, Hong Kong, Macao e Taiwan, Politica Comune, Relazioni con l'OCSE e con l'OMC);
Manuel MARIN - vicepresidente (Relazioni Esterne con i Paesi del Mediterraneo Meridionale, del Medio Oriente, del Vicino Oriente, dell'America Latina e dell'Asia, incluse le questioni di aiuto allo sviluppo);
Martin BANGEMANN - membro della Commissione (Affari Industriali, Tecnologia dell'Informazione e delle Telecomunicazioni);
Karel VAN MIERT - membro della Commissione (Concorrenza);
Hans VAN DEN BROEK - membro della Commissione (Relazioni Esterne con i Paesi dell'Europa Centrale e Orientale e con i Paesi dell'ex Unione sovietica, la Mongolia, la turchia, Cipro, Malta e altri Paesi europei, Politica Esterna e di Sicurezza Comune e Diritti dell'Uomo, Servizio Esterno);
Joao de Deus PINHEIRO - membro della Commissione (Relazioni Esterne con i Paesi dell'Africa, dei Caraibi, del Pacifico e con il Sudafrica, incluse le questioni di aiuto allo sviluppo, Convenzione Lomé);
Padraig FLYNN - membro della Commissione (Occupazione e Affari Sociali, Relazioni con il Comitato Economico e Sociale);
Marcelino OREJA - membro della Commissione (Relazioni con il Parlamento Europeo, Relazioni con gli Stati Membri in materia di trasparenza, comunicazione e informazione, Cultura e Audiovisivo, Ufficio delle Pubblicazioni, Affari Istituzionali);
Anita GRADIN - membro della Commissione (Questioni connesse all'immigrazione e Affari Interni e Giudiziari, Relazioni con il Mediatore, Controllo Finanziario, Lotta Antifrode);
Edith CRESSON - membro della Commissione (Affari Scientifici, Ricerca e Sviluppo, Centro Comune di Ricerca, Istruzione, Formazione e Gioventù);
Ritt BJERREGAARD - membro della Commissione (Ambiente, Sicurezza Nucleare);
Monika WULF-MATHIES - membro della Commissione (Politiche Regionali, Relazioni con il Comitato delle Regioni, Fondo di Coesione);
Neil KINNOCK - membro della Commissione (Trasporti);
Mario MONTI - membro della Commissione (Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Dogane, Questioni Fiscali);
Franz FISCHLER - membro della Commissione (Agricoltura e Sviluppo Rurale);
Emma BONINO - membro della Commissione (Politica della Pesca, Politica dei Consumatori, Ufficio Europeo per l'aiuto umanitario d'urgenza);
Erkki LIIKANEN - membro della Commissione (Bilancio, Personale e Amministrazione, Traduzione e Informatica);
Christos PAPOUTSIS - membro della Commissione (Energia e agenzia di approvvigionamento dell'Euratom, PMI, Turismo).
Le Direzioni Generali della Commissione Europea
La Commissione è organizzata in 26 direzioni generali, è presieduta da un direttore generale che fa capo al commissario. Ciascun commissario ha la responsabilità politica e operativa della direzione generale che a lui afferisce.
Direzione I - Relazioni Esterne: Politica commerciale, relazione con l'America settentrionale, l'Estremo Oriente, l'Australia e la Nuova Zelanda
Direzione IA - Relazioni Esterne: Europa e nuovi Stati indipendenti, politica estera e di sicurezza comune, servizio esterno
Direzione IB - Relazioni Esterne: Mediterraneo del Sud, Medio e Vicino Oriente, America Latina, Asia del Sud e del Sud-Est, Cooperazione Nord-Sud
Direzione II - Affari Economici e Finanziari
Direzione III - Industria
Direzione IV - Concorrenza
Direzione V - Occupazione, Relazioni Industriali e Affari Sociali
Direzione VI - Agricoltura
Direzione VII - Trasporti
Direzione VIII - Sviluppo
Direzione IX - Personale e Amministrazione
Direzione X - Informazione, Comunicazione, Cultura Audiovisivo
Direzione XI - Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile
Direzione XII - Affari Scientifici, Ricerca e Sviluppo
Direzione XIII - Telecomunicazioni, Mercato dell'informazione e valorizzazione della Ricerca
Direzione XIV - Pesca
Direzione XV - Mercato Interno e Servizi Finanziari
Direzione XVI - Politiche Regionali
Direzione XVII - Energia
Direzione XVIII - Credito e Investimenti
Direzione XIX - Bilanci
Direzione XX - Controllo Finanziario
Direzione XXI - Dogane e Imposizione Indiretta
Direzione XXII - Istruzione, Formazione e Gioventù
Direzione XXIII - Politica delle Imprese, Commercio, Turismo ed Economia Sociale
Direzione XXIV - Politica dei consumatori e protezione della loro salute
I MEMBRI DELLA COMMISSIONE
La guida e l'orientamento della Commissione spettano ai suoi 20 membri che apportano il patrimonio di una lunga esperienza acquisita come deputati dei parlamenti nazionali o del Parlamento europeo e, in molti casi, per aver ricoperto importanti incarichi ministeriali nel proprio paese.
I commissari sono tenuti ad un'assoluta indipendenza nei confronti dei governi nazionali e ad agire esclusivamente nell'interesse dell'Unione europea. È questo tipo di imparzialità e di impegno che permette alla Commissione di fungere, se necessari o, da mediatore efficace nei conflitti d'interesse tra gli Stati membri.
I commissari sono tenuti a dare completo sostegno a tutte le politiche decise, anche quando sono approvate a maggiranza e non all'unanimità.
RESPONSABILITÀ DEMOCRATICA
La legittimità democratica della Commissione è sempre più rafforzata dal rigoroso e crescente controllo a cui il presidente e i suoi colleghi sono sottoposti da parte del Parlamento. La Commissione, prima di poter entrare in carica, deve ricevere il voto di investitura del Parlamento europeo. I membri della Commissione possono essere costretti alle dimissioni collettive nel caso in cui il Parlamento approvi una mozione di censura nei confronti della Commissione (un potere di cui il Parlamento non ha ancor a fatto uso).
L'ATTIVITÀ DELLA COMMISSIONE
La descrizione tradizionale del ruolo della Commissione distingue tre funzioni:
- potere d'iniziativa legislativa;
- custode dei trattati;
- gestione ed esecuzione delle politiche dell'Unione europea e delle relazioni commerciali internazionali.
Nell'esercizio di tali funzioni la Commissione si prefigge di tenere costantemente presenti le esigenze del comune cittadino e di ridurre al minimo le comlicazioni burocratiche. Inoltre essa opera in stretta cooperazione con la Corte dei conti per eliminare le frodi commesse a danno del bilancio dell'Unione europea.
INIZIATIVA LEGISLATIVA
Il processo legislativo ha inizio con la presentazione di una proposta da parte della Commissione. Nell'elaborare le sue proposte la Commissione persegue tre obiettivi costanti: individuare l'interesse europeo, procedere a una consultazione ampia quanto oc corre e rispettare il principio della sussidiarietà.
L'interesse europeo significa che una proposta legislativa tiene conto di quella che, a giudizio della Commissione, è la scelta migliore per l'Unione europea e per i suoi cittadini in generale e non già per un settore particolare o per i singoli Paesi.
La consultazione è essenziale per la preparazione di una proposta. La Commissione non vive in una torre d'avorio: ascolta o governi, l'industria, i sindacati, le categorie interessate e gli esperti tecnici prima di redigere il progetto finale.
La sussidiarietà è sancita nel trattato sull'Unione europea ed è applicata dalla Commissione al fine di garantire che l'Unione europea intervenga soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere adeguatamente realizzati dagli Stati membri.
Una volta che la Commissione ha formalmente presentato una proposta al Consiglio e al Parlamento, l'iter legislativo dipende in buona misura da una cooperazine efficace tra le istituzioni. La Commissione non ha il diritto esclusivo d'iniziativa nei due se ttori della cooperazione intergovernativa contemplati dal trattato sull'Unione europea: la politica estera e di sicurezza comune e la cooperazione nei settori della giustiozia e degli affari interni. Tuttavia essa può presentare proposte allo stesso titol o dei governi nazionali e partecipa alle discussioni a tutti i livelli.
CUSTODE DEI TRATTATI
La Commissione vigila sulla corretta applicazione della legislazione comunitaria da parte degli Stati membri, avviando nei loro confronti, in caso di inadempienza degli obblighi derivanti dai trattati, una procedura d'infrazione, che può condurli a subire il giudizio della Corte di giustizia.
La Commissione ha il potere di prendere provvedimenti nei confronti di individui, imprese e organizzazioni per violazione delle norme comunitarie, fermo restando il loro diritto di appello alla Corte di giustizia. Le pratiche illegali di fissazione dei pr ezzi e gli accordi illeciti, fattori di distorsione del mercato, sono stati costantemente oggetto della sua attenzione e sanzionati con ammende molto elevate: alla fine del 1994, a un gruppo di imprese, è stata inflitta un'ammenda record di 248 milioni di ECU. La Commissione, inoltre, vigila con attenzione sulle sovvenzioni pubbliche alle imprese e su certi tipi di aiuti pubblici che, in base al trattato, devono ottenere la sua approvazione.
AMMINISTRATORE E NEGOZIATORE
La Commissione amministra il bilancio annuale dell'Unione europea, e i poteri esecutivi di cui la Commissione dispone sono assai estesi: in virtù dei poteri normativi conferiti dal Consiglio, definisce i testi di applicazione degli atti da esso emanati; può, ad esempio, adottare per un periodo limitato misure preventive, destinate a proteggere il mercato comunitario da azioni di dumping (vendita sottocosto) dei paesi terzi; ha il potere di applicare le disposizioni dei trattati in materia di concorrenza e disciplina le operazioni di fusione e acquisizione di imprese al di là di una certa dimensione.
L'influenza dell'Unione europea nel mondo è rafforzata dal ruolo della Commissione di negoziazione degli accordi commerciali e di cooperazione con gli altri Paesi o gruppi di Paesi. Sono più di 100 i Paesi che hanno concluso accordi simili con l'Unione europea, e tra essi i paesi in via di sviluppo dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e quelli dell'Europa centrale e orientale e dell'ex Unione Sovietica che ricevono un'importante assistenza tecnica. Anche i Paesi del Mediterraneo beneficiano di aiuti allo sviluppo finanziati dall'Unione europea.
ACCESSO E INFORMAZIONE DEL PUBBLICO
Nella convinzione che una maggiore trasparenza e apertura contribuirà a colmare il divario tra le istituzioni europee e i cittadini, la Commissione ha adottato una serie di misure per facilitare l'accesso del pubblico ai suoi documenti. Il principio fondamentale a cui s'inspira la sua azione è che l'accesso ai documenti può essere limitato soltanto dalla necessità di tutelare taluni interessi pubblici e privati.
Per visitare la Commissione, ricevere le sue pubblicazioni e ottenere altre informazioni, ci si può rivolgere agli uffici di rappresentanza della Commissione nei Paesi membri o a qualsiasi Euro-info-point. Anche i comuni e le biblioteche pubbliche possono essere una fonte di informazioni. Infine informazioni sull'Unione europea si possono ottenere tramite internet.
Gli uffici di Rappresentanza della Commissione Europea
Il ruolo degli uffici di Rappresentanza della Commissione Europea nel territorio comunitario è duplice: rappresentare l'esecutivo e le sue direzioni generali; promuovere attività di informazione e comunicazione sulle politiche dell'Unione Europea.
Gli uffici di Rappresentanza in Italia assolvono principalmente alle seguenti funzioni: ascolto della realtà nazionale per informare la Commissione europea sull'evoluzione dell'opinione pubblica e delle forze politico sociali; in particolare, vengono trasmessi a Bruxelles rassegne della stampa scritta e audiovisiva, documentazione sui dibattiti parlamentari e le iniziative del governo nazionale e delle regioni, aggiornamenti sul calendario degli eventi nazionali di maggiore importanza; nel coordinamento CE-Italia gli Uffici di Rappresentanza hanno un contatto costante con le 24 Direzioni generali, i servizi ed i gabinetti dei Commissari e servono come punto di appoggio alle iniziative che da Bruxelles trovano una particolare applicazione in Italia; per ciò che concerne il dibattito sull'Europa, gli Uffici di Rappresentanza sono l'interlocutore diretto dei cittadini che si avvicinano all'Unione Europea mettendosi a disposizione del mondo associativo, degli istituti di ricerca e delle istituzioni centrali e regionali, interessati alle problematiche europee; nella diffusione dell'informazione, gli Uffici di Rappresentanza hanno il compito di assicurare che la posizione della Commissione sia conosciuta in maniera tempestiva o chiara a livello nazionale, attraverso la diffusione di comunicati stampa e dossier di documentazione e organizzando conferenze, seminari e colloqui.
Relativamente all'attività editoriale, gli uffici di Rappresentanza si occupano della redazione di pubblicazioni di approfondimento sui temi e gli avvenimenti di attualità comunitaria. Vengono pubblicati periodicamente: Dossier Europa, rivista semestrale monografica di approfondimento di temi di grande attualità a livello comunitario, a diffusione gratuita; News Europa, notiziario mensile sui principali avvenimenti a livello di istituzioni comunitarie, a diffusione limitata; Le regioni italiane e l'Europa, una serie di 20 opuscoli pubblicati nel 1995, dedicati alle azioni comunitarie nelle singole regioni italiane; Euro-Med, una guida agli interventi dell'Unione Europea a favore dei paesi mediterranei. Per assicurare la diffusione di materiale informativo sull'Unione Europea, gli uffici di Rappresentanza forniscono materiale promozionale e opuscoli informativi pubblicati dalla Commissione Europea a chi organizza conferenze, seminari, giornate di studio, lezioni scolastiche sull'Europa ecc.
Un' attività importante è quella di fornire informazioni generali sulle assunzioni ed i tirocini per i giovani laureati nelle Istituzioni dell'Unione Europea. Inoltre, in occasione dei concorsi organizzati dalle istituzioni comunitarie, ad eccezione del Parlamento Europeo, la Rappresentanza invia su richiesta scritta, il bando di concorso con i relativi formulari.
I servizi di documentazione degli uffici di Rappresentanza della Commissione Europea di Roma e Milano
Presso i servizi di documentazione della Rappresentanza di Milano e di Roma sono a disposizione del pubblico tutte le pubblicazioni ufficiali dell'Unione Europea: opuscoli di informazione generale sulle politiche comunitarie, formulari per tirocini, bandi di concorso, sono inoltre in consultazione le Gazzette Ufficiali delle Comunità Europee, i principali documenti programmatici e le relazioni annuali. Infine, il Servizio di documentazione orienta le domande specializzate verso le fonti di informazione adeguate. Ci si può rivolgere al servizio anche inviando una richiesta scritta.
Il centro di Roma offre i seguenti servizi: servizio domanda e risposta (sono disponibili 2 linee telefoniche per rispondere alle domande del pubblico; è possibile anche richiedere le informazioni inviando una lettera oppure un fax); sala di autodocumentazione nella quale vengono distribuiti gratuitamente gli opuscoli divulgativi e le guide informative relative alle attività delle istituzioni dell'Unione Europea, viene messa a disposizione del pubblico una bacheca con gli avvisi di assunzioni e resi disponibili i moduli per i tirocini e per la partecipazione ai concorsi; sala lettura, in cui si possono consultare le pubblicazioni dell'Unione Europea, la Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, i documenti ufficiali delle istituzioni, monografie, rapporti, periodici, note stampa, statistiche, ecc., una serie di dossier tematici, costantemente aggiornati; l'accesso alla sala lettura è riservato a giornalisti, istituzioni nazionali e locali, docenti di centri di ricerca, ambasciate, sindacati, associazioni, previo appuntamento.
Gli uffici di Rappresentanza della Commissione Europea sono ubicati a:
Roma, via Poli 29
tel. 06/699991
fax 06/6791658
Milano, corso Magenta 59
tel. 02/48012505
fax 02/4818543
La Corte di Giustizia
Corte di giustizia: 15 giudici e 9 avvocati generali
Tribunale di primo grado: 15 giudici
I membri della Corte e del Tribunale sono nominati dagli Stati membri per un mandato di sei anni rinnovabile
Indirizzo: L-2025 Lussemburgo
Telefono: (352) 4303-1
Fax: (352) 3403-2600
Le Comunità europee sono comunità di diritto e l'Unione, che si fonda su di esse, è partecipe di questa natura. Il presupposto stesso della sua esistenza è il riconoscimento della natura vincolante delle sue regole da parte degli Stati membri, delle istituzioni e dei singoli.
Alla Corte di giustizia è attribuito il compito di fornire le necessarie garanzie giurisdizionali al fine di assicurare il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati nonché nel complesso delle attività della Comunità europea.
Infatti se il diritto comunitario è riuscito ad impiantarsi così in profondità nella realtà giuridica degli Stati membri, ciò è dovuto al fatto che tale diritto è stato concepito, interpretato ed applicato da parte dei cittadini, delle amministrazioni e dei giudici di tutti gli Stati membri come un corpo uniforme di norme che i singoli hanno facoltà di invocare essi stessi dinanzi ai rispettivi giudici nazionali. Le decisioni della corte hanno fatto del diritto comunitario una realtà per i cittadini europei ed hanno avuto spesso importanti ripercussioni sul piano costituzionale ed economico.
Ci si può rivolgere alla Corte nell'ambito di cause proposte dagli Stati membri, dalle istituzioni comunitarie nonché dai singoli e dalle imprese. Essa assicura un'interpretazione uniforme del diritto comunitario tramite una stretta cooperazione con i giudici nazionali grazie ai procedimenti in via pregiudiziale.
La Corte di giustizia ha funzionato con un solo grado di giurisdizione sino al 1° settembre 1983. A tale data il Consiglio le ha affiancato un Tribunale di primo grado allo scopo di accrescere la tutela giurisdizionale dei singoli cittadini e premettere alla Corte di concentrare la propria attività sul compito essenziale, che è quello di assicurare un'interpretazione uniforme del diritto comunitario.
Il Tribunale di primo grado è ormai competente ad esaminare qualsiasi ricorso proposto dai singoli e dalle imprese contro decisioni delle istituzioni e degli organi comunitari. Le sentenze del Tribunale possono essere oggetto di un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, limitato alle questione di diritto.
La Corte di giustizia è composta di 15 giudici e 9 avvocati generali nominati di comune accordo dagli Stati membri per sei anni con possibilità di rinnovare il mandato. Essi devono offrire tutte le garanzie di indipendenza e riunire le condizioni richieste per l'esercizio, nei rispettivi Paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali, ovvero essere giureconsulti di notoria competenza.
I giudici designano tra loro, per tre anni, il presidente della Corte di giustizia. Quest'ultimo dirige le attività della Corte e ne presiede le udienze e le deliberazioni. La Corte è assistita dagli avvocati generali che hanno l'ufficio di presentare, con assoluta imparzialità ed in piena indipendenza, conclusioni motivate sugli affari sottoposti alla Corte.
Il Tribunale di primo grado è composto di 15 giudici nominati dagli Stati membri per un mandato rinnovabile della medesima durata. Anche il Tribunale designa il Presidente tra i suoi giudici, tuttavia esso non è assistito da avvocati generali.
La Corte di giustizia si riunisce in seduta plenaria o in sezioni di tre o cinque giudici. Essa deve riunirsi in seduta plenaria qualora lo richieda uno Stato membro o un'istituzione della Comunità che è parte nell'istanza.
Quanto al Tribunale di primo grado, esso si riunisce in sezioni di tre o cinque giudici. Per talune cause importanti esso può riunirsi in seduta plenaria. Come regola generale vi sono due categorie di ricorsi che possono essere proposti dinanzi alla Corte di giustizia:
- ricorsi diretti che possono essere presentati direttamente alla Commissione, da altre istituzioni comunitarie o da uno Stato membro. Le cause proposte da singoli o da imprese che mettono in questione la legittimità di un atto comunitario sono assegnate direttamente al tribunale di primo grado. Se è posto un ricorso contro una decisione del Tribunale, la Corte di giustizia conosce del medesimo secondo una procedura simile a quella degli altri ricorsi diretti;
oppure domande di pronuncia pregiudiziale provenienti da giudici degli Stati membri che necessitano di una decisione si una questione di diritto comunitario al fine di essere posti in grado di pronunciare una sentenza. La Corte di giustizia non è un giudice d'appello nei confronti dei giudici nazionali e può statuire soltanto su questioni di diritto comunitario. Dopo la pronuncia della sentenza, il giudice nazionale ha l'obbligo di decidere in conformità dei principi di diritto comunitario sanciti dalla Corte.
Nell'ambito di un ricorso diretto la lingua processuale è scelta dal ricorrente mentre in caso di domande di pronuncia pregiudiziale la lingua processuala è quella del giudice nazionale che opera il rinvio. Ogni lingua della Comunità può quindi essere utilizzata. La fase scritta rappresenta una parte rilevante del procedimento dinanzi alla Corte, sia per le memorie delle parti che per la presentazione delle osservazioni in materia pregiudiziale. Dopo la chiusura della fase scritta la causa è dibattuta in pubblica udienza.
Dopo l'udienza, l'avvocato generale presenta pubblicamente, con assoluta imparzialità ed in piena indipendenza, le sue conclusioni sugli argomenti presentati e sull'interpretazione delle disposizioni rilevanti prima di porporre una decisione alla Corte. Benchè le conclusioni degli avvocati generali non siano vincolanti per la Corte, le loro conclusioni sono dotate di una grande autorità e, nella maggior parte dei casi, fatte proprie dalla Corte. I giudici deliberano in camera di consiglio prima di pronunciare la loro sentenza in pubblica udienza. Le sentenze sono motivate e copie del testo della sentenza sono disponibili nelle 11 lingue ufficiali.
Dal 1954 oltre 9000 cause sono state deferite alla Corte di giustizia che ha pronunciato circa 4000 sentenze.
La Corte dei Conti
Membri: 15, uno per ogni Stato membro
Sede: 12, rue Alcide De Gasperi, L-1615 Lussemburgo
Telefono: (352) 4398-1
Fax: (352) 43 93 42
La Corte dei conti europea rappresenta il contribuente ed esercita una funzione di controllo delle spese dell'Unione europea, per verificare che esse siano effettuate secondo le norme di bilancio e i regolamenti finanziari vigenti, per gli scopi a cui sono destinate.
Alcuni considerano la Corte dei conti come la coscienza finanziaria dell'Unione europea, altri come un cane da guardia delle sue casse. In ogni caso, essa garantisce il rispetto di principi morali, amministrativi e contabili. Le relazioni della Corte sono una ricca fonte di informazioni sulla gestione delle finanze dell'Unione europea e un elemento di pressione sulle istituzioni e su quanti hanno, a livello amministrativo, la responsabilità di una loro gestione oculata.
Le funzioni esercitate dalla Corte in piena indipendenza offrono un contributo decisivo alla trasparenza dell'Unione europea. Un controllo obiettivo dà al contribuente la certezza che le risorse finanziarie dell'Unione europea sono gestite in modo responsabile, certezza quanto mai necessaria dato l'aumento della spesa di questi ultimi anni, collegato all'estendersi dei campi d'intervento dell'azione comunitaria.
UN CONTROLLO AMPIO E APPROFONDITO
Tutte le istituzioni e tutti gli organi che hanno accesso ai fondi dell'Unione europea sono sottoposti a controllo e devono fornire alla Corte dei conti le informazioni e i documenti richiesti. Le istituzioni europee non sono le uniche ad essere assoggettate a questo controllo: le amministrazioni nazionali, regionali e locali che gestiscono fondi comunitari e tutti i beneficiari di aiuti comunitari, all'interno e all'esterno dell'unione europea, devono risultare in regola agli occhi della Corte dei conti. Il compito della Corte e dei suoi controllori è di verificare la legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese, nonché di garantire una sana gestione finanziaria, verificando se, in quale misura e a quale prezzo gli obiettivi perseguiti siano stati raggiunti. La Corte effettua, se necessario, controlli sul posto: presso le istituzioni europee, negli Stati membri e altrove. I controlli non avvengono necessariamente a conclusione dell'esercizio finanziario, ma possono essere effettuati nel momento stesso in cui i fondi sono amministrati.
La responsabilità principale di prevenire, individuare e indagare sulle irregolarità è di chi gestisce ed attua i programmi dell'Unione europea. Quando la Corte individua errori, irregolarità o possibili casi di frode, ne dà comunicazione alle amministrazioni e agli organismi interessati, affinché prendano i provvedimenti necessari, mettendo in evidenza i punti deboli dei sistemi e delle procedure che possono essere all'origine dei problemi in questione.
Il tal modo la Corte incoraggia costantemente un uso migliore del denaro dei contribuenti e contribuisce a migliorare l'efficienza dei sistemi di gestione.
In tal modo, la Corte dei conti incoraggia costantemente un uso migliore del denaro dei contribuenti e contribuisce a migliorare l'efficienza dei sistemi di gestione.
RELAZIONI, PARERI E DICHIARAZIONE DI AFFIDABILITÀ
Le osservazioni della Corte sulla gestione delle finanze comunitarie sono pubblicate nella sua relazione annuale, insieme alle risposte delle istituzioni interessate. La relazione annuale indica in quali campi sono possibili e auspicabili miglioramenti. Adottata ogni anno a novembre, la relazione è sottoposta, su raccomandazione del Consiglio, all'esame del Parlamento europeo che decide, in base ad essa, se dare alla Commissione il discarico per l'esecuzione del bilancio.
La Corte non ha soltanto questo mezzo per esercitare la propria influenza: può, in qualsiasi momento, pubblicare relazioni speciali su aspetti particolari della gestione di bilancio. Come la relazione annuale, anche queste relazioni sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale. Se le istituzioni ritengono di aver bisogno di un orientamento per alcuni aspetti della loro gestione finanziaria, possono chiedere alla Corte un parere e sono tenuti a farlo prima di adottare atti relativi ai regolamenti finanziari e alle risorse proprie (le entrate di bilancio dell'Unione europea).
Inoltre, la Corte rilascia al Parlameto europeo e al Consiglio una dichiarazione di affidabilità, che attesta l'affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle relative operazioni. Si tratta di una certificazione ufficiale ai contribuenti che il loro denaro è stato speso nei campi e per gli scopi a cui era destinato.
La Banca
Membri: i 15 Stati membri dell'UE
Sede: 100, Boulevard Konrad Adenauer, L-2950 Lussenburgo
Tel. (352) 4379-1
Fax: 437704
Videoconferenza H320: 43 93 67
Per ulteriori informazioni rivolgersi al dipartimento Informazione e comunicazione, Information Desk:
Tel. (352) 4379 3122
Fax 4379 3189
La Banca europea per gli investimenti (BEI), l'istituzione finanziaria dell'Unione europea, accorda finanziamenti a lungo termine per investimenti volti a promuovere lo sviluppo economico equilibrato e l'integrazione dell'Unione europea. La BEI è una fonte di finanziamento flessibile ed efficiente che, con un volume di finanziamenti dell'ordine di 20 miliardi di ECU l'anno, è la più grande istituzione finanziaria internazionale del mondo.
Nell'Unione europea, i finanziamenti della BEI sono destinati a progetti che concorrano a realizzare uno o più dei seguenti obiettivi:
- promozione dello sviluppo economico delle regioni meno favorite;
- miglioramento delle reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle telecomunicazione dell'energia;
- rafforzamento della competitività internazionale dell'industria e della sua integrazione a livello europeo nonché sostegno alle piccole e medie imprese;
- protezione dell'ambiente e della qualità della vita, promozione dello sviluppo urbano e salvaguardia del patrimonio architettonico europeo;
- maggiore sicurezza nell'approvvigionamento energetico.
La BEI svolge un'istruttoria rigorosa per ciascun progetto; l'istruttoria verte non solo sulla conformità dell'investimento alle politiche comunitarie ma anche sulla sua giustificazione economica e ambientale e sulla sua validità tecnica e finanziaria.
I benefici diretti di cui i cittadini fruiscono grazie ai finanziamenti della BEI sono la creazione di nuove imprese, nuovi posti di lavoro, il miglioramento delle comunicazioni ed una maggiore protezione dell'ambiente. I finanziamenti non sono erogati secondo un sistema di quote, ma in base ad obiettivi prioritari di politica economica e alla domanda degli operatori economici. Ai finanziamenti della BEI per lo sviluppo regionale sono spesso abbinate le sovvenzioni dei fondi strutturali e del Fondo di coesione dell'Unione europea. Per garantire la complementarietà dei finanziamenti e delle sovvenzioni, la BEI opera in stretta collaborazione con la Commissione ed è chiamata a partecipare all'elaborazione e all'attuazione dei programmi di sostegno strutturale. La BEI, insieme alla Commissione europea e al settore bancario, ha poi istituito il Fondo europeo per gli investimenti, che accorda garanzie a favore delle reti transeuropee e delle piccole e medie imprese.
FINANZIAMENTI FUORI DALL'UNIONE EUROPEA
Sebbene l'Unione europea costituisca il centro delle sue attività, la BEI contribuisce anche alla messa in atto degli aspetti finanziari delle politiche di cooperazione dell'Unione europea con i paesi terzi. Attualmente la Banca opera in più di 100 di questi paesi:
- a sostegno di progetti di sviluppo economico nei paesi dell'Europa centrale ed orientale che preparano la loro adesione all'Unione europea;
- a sostegno di infrastrutture transfrontaliere e di progetti per la protezione dell'ambiente nonché dello sviluppo del settore produttivo privato nei paesi terzi del Mediterraneo;
- contribuendo al processo di pace nel Medio Oriente, sia in Libano, finanziando programmi di ricostruzione, che a Gaza e in Cisgiordania;
- nei 70 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico firmatari della convenzione di Lomé, da molto tempo beneficiari dei finanziamenti BEI, nonché in Sudafrica da quando questo paese ha imboccato la strada della democrazia;
- finanziando progetti d'interesse reciproco in settori quali il trasferimento di tecnologie, le joint ventures e la protezione dell'ambiente nei paesi dell'Asia e dell'America latina che hanno firmato accordi di cooperazione con l'Unione europea.
Il Comitato Economico e Sociale
Membri: 222 così ripartiti:
Francia, Germania, Italia e Regno Unito 24 ciascuno; Spagna 21; Belgio, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Austria 12 ciascuno; Danimarca, Irlanda e Finlandia 9 ciascuno; Lussemburgo 6.
Mandato: 4 anni.
Sede di riunione: Bruxelles, una volta al mese.
Indirizzo: rue Ravenstein2, B-1000 Bruxelles.
Telefono: (32-2) 546 90 11
Fax: (32-2) 513 48 93
Il Comitato economico e sociale è un organo di carattere esclusivamente consultivo e formula dei pareri che sono espressi da rappresentanti delle varie categorie della vita economica e sociale dell'Unione europea.
Questi rappresentanti della socità civile dell'Unione europea esercitano le loro funzioni con la consapevole determinazione di avvicinare sempre di più i cittadini alle istituzioni.
PARERI
Per taluni progetti legislativi la consultazione del Comitato da parte della Commissione e del Consiglio è secondo il trattato, obbligatoria, mentre per altri è facoltativa. Tuttavia, dal 1972 in poi, il Comitato ha il diritto di formulare dei pareri di propria iniziativa su qualsiasi questione d'interesse comunitario.
Il lavoro di discussione e di elaborazione dei pareri si svolge all'interno di una struttura che comprende 9 sezioni, simili a commissioni parlamentari, con un relatore ed un gruppo di studio per ogni questione. I pareri sono adottati a maggioranza semplice durante le sessioni plenarie mensili.
IL CONTROLLO SUL MERCATO UNICO
Dato che i suoi membri partecipano attivamente alla vita economica dell'Unione europea, il Comitato è particolarmente qualificato per dare un contributo diretto alla realizzazione del mercato unico. Su richiesta del Parlamento europeo, della Commissione e della Presidenza del Consiglio, esso svolge un costante controllo del mercato interno e richiama l'attenzione sulla disfunzioni. Il Comitato organizza un "Forum del mercato interno" che riunisce una rete di corrispondenti negli Stati membri allo scopo di esaminare gli sviluppi della situazione.
IL MANTENIMENTO DI BUONE RELAZIONI
Il Comitato economico e sociale mantiene buone relazioni con organismi analoghi di livello internazionale, nazionale e regionale, che costituiscono strumenti importanti per coinvolgere la società nella costruzione dell'Europa e in tal modo per avvicinare l'Europa ai suoi cittadini.
I contatti internazionali del Comitato non si limitano però a questo. Con il sostegno della Commissione, del Parlamento europeo e del Consiglio, il Comitato ha messo a punto un importante programma di incontri con i rappresentanti degli ambienti socioeconomici degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dei paesi dell'EFTA, dell'Europa centrorientale, del bacino del Mediterraneo, dell'America latina e degli Stati Uniti.
Il Comitato delle Regioni
Membri: 222, così ripartiti:
Francia, Germania, Italia e Regno Unito 24 ciascuno; Spagna 21; Austria, Belgio, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia 12 ciascuno; Danimarca, Finlandia e Irlanda 9 ciascuno; Lussemburgo 6.
Mandato: 4 anni.
Sedi di riunione: Bruxelles, 5 sessioni plenarie l'anno.
Indirizzo: rue Belliard, 79 B-1040 Bruxelles.
Telefono: (32-2) 288 2211
Fax: (32-2) 282 2896
Il Comitato delle regioni è la più giovane istituzione dell'Unione europea e la sua creazione riflette la volontà degli Stati membri di rispettare le identità e le prerogative degli enti regionali e locali e renderli partecipi dello sviluppo e dell'attuazione delle politiche europee. Per la prima volta nella storia dell'Unione europea esiste l'obbligo giuridico di chiedere il parere dei rappresentanti delle collettività locali e regionali sulle questioni che le riguardano direttamente.Istituito dal trattato sull'Unione europea quale organo consultivo, il Comitato si è rivelato un fermo sostenitore del principio della sussidiarietà sin dalla sua prima sessione, nel marzo del 1994.
Sono, queste, persone che hanno un'esperienza diretta di come le politiche e la legislazione dell'Unione europea influenzano la vita quotidiana dei cittadini. Grazie al patrimonio di esperienze che racchiude, il Comitato è in grado di dare un contributo politico di rilievo e di influenzare le scelte delle altre istituzioni dell'Unione europea.
I lavori del Comitato sono organizzati secondo una struttura articolata in otto commissioni permanenti e quattro sottocommissioni:
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Sviluppo regionale, sviluppo economico, finanze locali e regionali
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- Sottocommissione: finanze locali e regionali
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Assetto dello spazio, agricoltura, caccia, pesca, foreste, mare e montagna
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- Sottocommissione: turismo e spazio rurale
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Trasporti e reti di comunicazione
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- Sottocommissione: telecomunicazioni
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Politiche urbane
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Assetto territoriale, ambiente, energia
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Istruzione e formazione
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Europa dei cittadini, ricerca, cultura, gioventù e consumatori
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- Sottocommissione: gioventù e sport
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Coesione economica e sociale, Affari sociali e sanità pubblica
Il Comitato ha altresì costituito una speciale commissione per gli affari costituzionali, competente per l'esame della riforma delle istituzioni dell'Unione europea. L'ufficio di presidenza, eletto per un mandato di 2 anni, organizza il lavoro del Comitato delle regioni.