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Council
of Europe
Conseil
de l'Europe
Congrès
des pouvoirs locaux et régionaux de l'Europe
Carta
Europea della partecipazione dei giovani alla vita comunitaria
e regionale approvata il 7 nov. 1990 dalla Sottocommissione
della Gioventù del Consiglio d'Europa
Introduzione
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La partecipazione alla vita della città permette ai giovani di abitare veramente il loro comune e la loro regione, anzichè vivere ai margini. Questa partecipazione è uno dei presupposti della loro volontà di vivere insieme la realtà della strada, del rione, del comune o della regione e di essere protagonisti in prima persona delle trasmissioni sociali.
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Fattore di inserimento sociale, essa mette in mano ai giovani le migliori carte per vivere quest'ambivalenza caratteristica della città contemporanea: tra anonimato e ripiegamento su se stessi, vita pubblica e volontà di cambiare.
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Questa carta non intende essere un catalogo esauriente di ciò che andrebbe fatto per consentire ai giovani di vivere più armoniosamente insieme. La carta si limita a presentare alcune grandi direttrici destinate a facilitare la partecipazione dei giovani alle decisioni che li riguardano.
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Svolgendo azioni e riflessioni con i giovani -e non solo per i giovani- gli eletti e i responsabili locali e regionali permetteranno veramente ai giovani di diventare al tempo stesso delle persone capaci di distacco rispetto alla loro vita quotidiana e veri cittadini in seno al loro comune e alla loro regione.
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Sommario dei principi affermati dalla carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale.
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Titolo I (par. 1-33)
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Le politiche settoriali che i Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano a realizzare al fine di promuovere la partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale:
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- Una politica del tempo libero e della vita associativa (par. 3-7)
- Una politica occupazionale dei giovani e la lotta alla disoccupazione giovanile (par. 8-11)
- Una politica dell'abitazione e dell'ambiente urbano (par. 12-15)
- Una politica di formazione e di educazione che favorisca la partecipazione dei giovani (par. 16-18)
- Una politica di mobilità dei giovani come strumento per un miglior equilibrio economico regionale in Europa (par. 19)
- Una politica di prevenzione sociale (par. 20-23)
- Una politica di centri d'informazione e di banche dati per i giovani (par. 24)
- Una politica a favore della parità di trattamento tra uomini e donne (par. 25-28)
- Una politica specifica concernente le regioni rurali (par. 29)
- Delle politiche culturali specifiche (par. 30)
- Una politica ambientale (par. 31-33)
- Titolo II (par. 34-42)
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- Le condizioni istituzionali di partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale che i Comuni e altre collettività territoriali si impegnano a realizzare e a ottimizzare:
- Un giovane delegato/una giovane delegata nelle strutture istituzionali dei Comuni e altre collettività territoriali (par. 37)
- Una struttura di cogestione dei progetti (par. 38-41)
- La struttura di concertazione (par. 42)
CARTA
EUROPEA DELLA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI ALLA VITA COMUNALE
E REGIONALE
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Titolo
I: Politiche settoriali
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1. Persuasi che la partecipazione dei giovani alla vita
municipale e/o regionale rientra nell'ambito di una politica
globale basata sulla coerente articolazione di politiche
settoriali, i Comuni e altre collettività territoriali
s'impegnano ad aderire ai principi contenuti in questa carta
e a mettere in opera le varie forme di partecipazione che
essa vivamente incoraggia, in concertazione con i giovani
e con i loro rappresentanti.
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2. I principi e le diverse forme di partecipazione che la
Carta preconizza sono rivolti a tutti i giovani senza nessuna
discriminazione, qualunque sia la minoranza etnica, razziale,
nazionale, sociale e culturale cui essi appartengono.
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Una
politica del tempo libero e della vita associativa
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3. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a realizzare politiche che favoriscano la vita associativa,
incoraggiando le associazioni e organizzazioni di giovani,
i gruppi di giovani e case di quartiere, che, accanto alla
famiglia, alla scuola o al lavoro:
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I. costituiscono dei possibili luoghi di coesione
sociale a livello comunitario o regionale;
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II. restano il luogo privilegiato della partecipazione e
della messa in opera di politiche a favore dei giovani,
sia nel campo dello sport, della cultura, dell'artigianato,
della creazione e dell'espressione musicale, del teatro
e dell'espressione pittorica, che nel campo dell'azione
sociale.
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4. Tenendo conto delle aspirazioni dei giovani e delle loro
capacità di elaborare microprogetti e di realizzare
attività a livello locale, i Comuni e le Regioni
si offrono di favorire lo sviluppo di forme e di strutture
elastiche di vita associativa, quali le Case della Gioventù
o gli spazi organizzati dai giovani stessi.
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5. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a privilegiare lo sviluppo delle organizzazioni di giovani,
i quali, a causa della situazione d'instabilità e
di precarietà in cui versano, sono i più lontani
dalla vita associativa.
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6. Al fine di sviluppare la rete associativa locale e regionale,
gli enti locali e regionali s'impegnano a sostenere con
mezzi idonei in particolar modo gli organismi e le associazioni
di formazione degli animatori e dei responsabili di associazioni
e di organizzazioni giovanili, nonchè i giovani operatori
sociali, attori indispensabili allo sviluppo della vita
associativa, su scala locale e regionale.
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7. I Comuni e altre collettività territoriali si
assumono l'impegno, se la vigente legislazione locale o
nazionale lo permette, di favorire il riconoscimento del
diritto di voto fin dall'età di sedici anni e di
partecipare attivamente agli organi statutari delle associazioni
e delle organizzazioni giovanili.
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Una
politica occupazionale dei giovani e la lotta alla disoccupazione
giovanile
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8. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a mettere in opera o a facilitare, coi mezzi idonei a loro
disposizione, politiche per l'occupazione giovanile e adeguati
programmi, lottando in tal modo contro uno dei fattori di
emarginazione dei giovani dalla società.
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9. A tal fine, essi s'impegnano a creare o a migliorare
su scala locale e regionale le strutture di concertazione
tra i partners socio-economici, gli organi responsabili
dell'insegnamento e della formazione e i rappresentanti
di organizzazioni locali e regionali di giovani.
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10. S'impegnano ad assumere tutte le loro responsabilità
nelle loro azioni a favore dell'occupazione giovanile, specialmente
nei seguenti settori:
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I. stretta collaborazione con le istituzioni
scolastiche e con gli organismi di formazione professionale
nella lotta contro l'insuccesso scolastico;
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II. creazione di centri locali per aiutare i giovani
che, per mancanza di formazione o a causa di altri handicap
sociali e familiari, incontrano gravi difficoltà
nel trovare un posto di lavoro;
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III. priorità alle iniziative dei giovani che progettano
di creare imprese a dimensione umana o imprese cooperative,
dando un sostegno logistico tramite la messa a disposizione
di locali, di attrezzature tecniche, di consulenti finanziari
e commerciali;
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IV. appoggio alle organizzazioni, associazioni e circoli
di giovani che -vera economia sociale locale- svolgano una
politica d'integrazione sociale e professionale attraverso
soprattutto la formazione e l'educazione, nonchè
a quelle che si occupano dei giovani meno favoriti; quest'aiuto
può concretizzarsi in varie forme di sostegno materiale
e finanziario, soprattutto attraverso la concessione di
risorse finanziarie per l'assunzione di personale avventizio,
l'esonero fiscale e quello degli oneri sociali, nonchè
la creazione di servizi di sostegno alla formazione e agli
impianti;
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V. appoggio ai progetti che sono d'incitamento al volontariato
come alternativa complementare all'educazione, nella misura
in cui favoriscono l'inserimento nella società di
fronte alla disoccupazione e come forma attiva di partecipazione
dei giovani al loro ambiente, locale o regionale.
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11. Nel contesto della costruzione dell'Europa, i Comuni
e altre collettività territoriali sostengono le organizzazioni
o i gruppi che favoriscono la mobilità dei giovani
mediante progetti di scambi di giovani lavoratori, di studenti
o di giovani volontari e promuovono politiche di reti di
scambi, segnatamente per i giovani lavoratori. Questi scambi
devono permettere di dare avvio ad un autentico sistema
di reciproca accoglienza dei giovani e consentire ai giovani
più svantaggiati di parteciparvi attraverso programmi
adeguati.
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Una
politica dell'abitazione e dell'ambiente urbano
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12. Con i rappresentanti di organizzazioni giovanili, i
Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a creare le condizioni idonee per lo sviluppo di una politica
dell'ambiente urbano che privilegi la creazione di spazi
meno atomizzati, in cui possano integrarsi abitazioni, svaghi,
negozi, scuole, aree di gioco e perfino luoghi di lavoro.
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13. I Comuni e altre collettività territoriali incoraggiano
la partecipazione dei giovani all'organizzazione dei trasporti
urbani, anche nel contesto di una cooperazione a livello
sovracomunale.
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14. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
ad attuare politiche dell'abitazione e dell'ambiente urbano
che favoriscano la partecipazione diretta dei giovani a
programmi di concertazione fra eletti comunali e regionali,
dirigenti economici, responsabili di associazioni e architetti.
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Il loro scopo consiste:
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I. nell'elaborare programmi per un ambiente di vita più
armonico e più favorevole alla realizzazione personale
e allo sviluppo di un'autentica solidarietà fra le
generazioni;
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II. nel promuovere una politica concertata dell'ambiente
urbano che, nell'elaborare programmi di costruzione e/o
di rinnovamento di alloggi, tenga conto delle realtà
sociali e interculturali degli abitanti.
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15. In stretta collaborazione con le organizzazioni giovanili,
le organizzazioni di inquilini e/o di consumatori, gli organismi
di locazione di alloggi sociali e gli operatori sociali,
i Comuni s'impegnano a favorire la creazione o a sviluppare
all'interno di strutture sociali preesistenti:
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I. centri d'informazione locali per l'alloggio ai
giovani, il cui scopo è:
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- fornire ogni informazione utile circa le possibilità
di trovare un alloggio, tenendo conto delle risorse
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e delle aspettative;
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- dare tutte le informazioni necessarie sulla legislazione
vigente e sulle facilitazioni e diritti che essa prevede;
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- aiutare i giovani che si trovano in difficili situazioni
sociali e familiari a trovare un alloggio;
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II. fondi locali di garanzia, per facilitare l'accesso dei
giovani all'alloggio.
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Una politica di formazione e di educazione che favorisca
la partecipazione dei giovani
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16. Entro i limiti delle loro competenze, i Comuni e altre
collettività territoriali si assumono l'impegno di
attuare una politica scolastica a favore dell'educazione
ai diritti dell'uomo e della partecipazione dei giovani
alla vita della scuola e alle sue attività parallele,
quali le attività parascolastiche e gli scambi fra
studenti.
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17. I Comuni e altre collettività territoriali incoraggiano
e sostengono finanziariamente in modo particolare i progetti
scolastici che mirano ad integrare i giovani nella vita
cittadina:
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I. appoggiando la pubblicazione di giornali
e favorendo tutte le altre attività, che i giovani
svolgono nel settore dei mass media, allo scopo di sviluppare
le loro potenzialità e le capacità di espressione
e di comunicazione;
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II. favorendo la partecipazione dei giovani alla vita
istituzionale scolastica per agevolare l'educazione alla
vita democratica;
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III.incoraggiando gli scambi fra giovani e i contatti multilaterali
fra giovani e scuole dei vari Comuni d'Europa, per favorire
l'apertura verso una società multiculturale e un'educazione
interculturale.
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18. Nell'ambito della loro competenza per quanto riguarda
i programmi di educazione e di formazione, i Comuni e altre
collettività territoriali si prefiggono di associare
i giovani alle strutture di concertazione che studiano attività
e programmi pedagogici destinati a favorire diverse forme
di espressione dei giovani, quali l'arte drammatica, le
belle arti, la musica, la creazione letteraria e i mezzi
di comunicazione di massa.
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Una politica di mobilità dei giovani come strumento
per un miglior equilibrio economico regionale in Europa
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19. I Comuni e altre collettività territoriali promettono
di agire basandosi sull'idea che la politica della gioventù
-e in particolar modo il fatto di incoraggiare gli scambi
internazionali fra i giovani- possono svolgere un ruolo
rilevante nella realizzazione di uno sviluppo economico
regionale equilibrato in Europa:
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I. nelle regioni con un basso livello di reddito,
un forte tasso di disoccupazione o altri problemi di origine
strutturale, i Comuni e altre collettività territoriali
promettono di adoperarsi attivamente per incoraggiare le
loro scuole e i loro giovani a partecipare a gemellaggi
scolastici internazionali, a scambi scolastici pluriculturali
e a varie reti di cooperazione europea quali la rete "I
nuovi confratelli dell'Europa". Sono inoltre disposti a
concedere il loro aiuto a questa forma di scambi, giacchè
considerano strategicamente importante per lo sviluppo regionale,
nell'Europa più integrata dell'avvenire, permettere
ai giovani di acquisire molto presto un'esperienza internazionale.
Con questa politica, intendono dare ai giovani la più
ampia possibilità di lavorare nell'ambito di società
che concorrono sui mercati internazionali;
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II. nelle regioni economicamente prospere, i Comuni
e altre collettività territoriali dovranno ugualmente
incoraggiare attivamente le scuole e i giovani a partecipare
a gemellaggi scolastici internazionali, agli scambi scolastici
pluriculturali, così come alle reti di cooperazione
europea. Sono inoltre disposti a fornire aiuti finanziari
per questo tipo di scambi, specie se con regioni economicamente
meno sviluppate, o molto lontane, o la cui lingua e cultura
sono molto diverse dalla loro.
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Una politica di prevenzione sociale
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20. Al fine di favorire l'iniziativa e la realizzazione
di progetti ideati dai giovani, che rientrino al tempo stesso
nella prospettiva dello sviluppo del concetto di sanità
globale e nella dinamica comunitaria, i Comuni e altre collettività
territoriali s'impegnano a creare o a sviluppare dinamiche
istituzionali di concertazione fra le organizzazioni giovanili,
gli eletti e tutti i partners sociali e i professionisti
impegnati nella prevenzione sociale e nella promozione della
salute pubblica.
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21. Di fronte ai danni causati ai giovani dalla droga e
dall'alcool, i Comuni e altre collettività territoriali
s'impegnano a impostare, sviluppare e favorire -con la collaborazione
di rappresentanti di organizzazioni giovanili- politiche
locali d'informazione, strutture di accoglienza per giovani
colpiti da questi problemi, come anche un'adeguata politica
di formazione per i giovani operatori sociali, per gli animatori
e i responsabili volontari di organizzazioni che applicano
una strategia di prevenzione e di reinserimento.
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22. Se la vita sessuale e affettiva costituisce una componente
importantissima della vita dei singoli e in particolare
dei giovani, questi ultimi incontrano proprio in materia
di vita sessuale e familiare degli ostacoli economici, professionali
e culturali. I Comuni e altre collettività territoriali
si assumono l'impegno di favorire la creazione di servizi
di educazione sessuale e di pianificazione familiare, o
di sostenerli. Inoltre s'impegnano a incoraggiare la partecipazione
dei giovani in quanto partners nell'elaborazione e valutazione
dei progetti e delle azioni di questi servizi e di questi
centri.
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23. Dinanzi all'evoluzione attuale delle malattie sessualmente
trasmissibili, i Comuni e altre collettività territoriali
s'impegnano a intensificare presso i giovani l'informazione
e le azioni di prevenzione, favorendo in tal modo nella
città uno spirito di solidarietà che permetta
d'instaurare rapporti sociali senza pregiudizi, nè
esclusioni. I giovani e i rappresentanti di organizzazioni
locali di giovani dovranno essere strettamente associati
alla concezione e alla realizzazione di questi programmi
d'informazione e azione.
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Una politica di centri d'informazione e di banche dati per
i giovani
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24. Di fronte alle richieste dei giovani, i Comuni e altre
collettività territoriali s'impegnano a favorire
la creazione e a sostenere l'attività di centri d'informazione
e di consulenza che offrano servizi a tutti i giovani e
forniscano loro direttamente le informazioni in vari campi,
quali gli svaghi, gli sports, la vita culturale, l'alloggio,
la vita associativa, gli impieghi a carattere temporaneo
e i progetti di formazione professionale.
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Una politica a favore della parità di trattamento
tra uomini e donne
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25. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
energicamente a favore della necessità di creare
condizioni ottimali per l'uguaglianza fra uomini e donne
nella partecipazione alla vita locale e regionale, segnatamente
attraverso una politica finalizzata a sostenere l'accesso
delle donne alle responsabilità associative, politiche
e amministrative.
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26. Entro i limiti delle loro competenze, i Comuni e altre
collettività territoriali s'impegnano a favorire,
nei luoghi dove vengono accolti i bambini sin dalla più
tenera età, una politica di educazione all'uguaglianza
fra uomini e donne e a fornire agli educatori e alle educatrici
i mezzi pedagogici necessari per affrontare il problema
degli stereotipi sociali e culturali.
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27. Per favorire una politica di parità fra uomini
e donne, i Comuni e altre collettività territoriali
:
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I. creano una voce di bilancio che permetta
di assumere una persona competente, con responsabilità
nel campo della parità fra sessi e della condizione
femminile;
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II. impostano un piano a medio termine i cui obiettivi
siano l'eliminazione delle disparità di trattamento
fra giovani basate sul sesso;
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III. presentano una relazione pubblica annuale che contenga
statistiche, stilate in base al sesso e alle fasce d'età,
relative ai provvedimenti presi per favorire l'uguaglianza,
nonchè uno studio annuale di valutazione della politica
condotta a favore della parità di trattamento fra
uomini e donne;
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IV. s'impegnano a realizzare politiche specifiche a favore
delle ragazze e delle giovani donne, sostenendo attivamente
la creazione di comitati, il cui compito sia di coordinare
le politiche di uguaglianza fra uomini e donne.
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28. Tali politiche devono in particolare:
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- permettere alle ragazze e alle giovani donne:
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I. di ottenere informazioni specifiche sui tipi
di formazione che permettono di ottenere delle qualificazioni
professionali;
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II. di essere incoraggiate a seguire corsi di formazione
professionale attraverso apposite borse di studio;
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III. di essere formate alla gestione dell'amministrazione
comunale, affidando loro delle responsabilità ai
più alti livelli decisionali sulla base di un contingente
di posti riservati alle donne;
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- nonché incoraggiare:
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IV. l'adozione di misure finanziarie a sostegno dei servizi
sociali che svolgono attività a favore delle ragazze
e delle giovani donne.
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Una politica specifica concernente le regioni rurali
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29. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a condurre politiche rurali specifihe:
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- I. considerando essenziale l'appoggio alle
imprese intermediarie e alle cooperative create da giovani,
incrementando parallelamente le politiche dell'occupazione
a livello rurale, in particolare sostenendo le
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medie e piccole imprese e attraverso la trasformazione
dei prodotti agricoli locali;
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- II. favorendo una politica della casa che permetta
ai giovani di rovare un alloggio;
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- III. promuovendo una politica educativa che sostenga la
coordinazione fra scuole in ambiente rurale, con
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l 'obiettivo di offrire infrastrutture scolastiche e educative
che permettano ai giovani di partecipare
pienamente alla vita del loro villaggio o della loro
regione;
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- IV. salvaguardando o creando corsi di formazione professionale,
in modo da garantire ai giovani il diritto
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di seguire corsi di formazione nella loro regione;
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- V. incoraggiando i circoli e le associazioni di giovani,
creando o sostenendo case comunali e/o strutture
itineranti accessibili a tutti, nonchè favorendo
la vita associativa e le organizzazioni di giovani che:
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favoriscano la vita sociale e culturale;
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rappresentino per i ragazzi e le ragazze una possibilità
per uscire dall'isolamento, permettendo loro di diventare
i protagonisti della loro vita e prendendo in considerazione
tutte le grandi questioni che sono al centro delle loro
preoccupazioni;
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- VI. favorendo l'accesso dei giovani all'organizzazione
e al funzionamento della vita comunale.
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Politiche culturali specifiche
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30. I Comuni e altre collettività territoriali si
fissano l'obiettivo di fornire condizioni e mezzi adeguati
alla creazione e all'espressione culturale, in particolare:
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- favorendo le possibilità d'espressione e la formazione
nelle attività musicali, artistiche, e attraverso
i mezzi di comunicazione di massa;
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- appoggiando l'accesso dei giovani ai moderni mezzi di
espressione e di comunicazione, nonché alle moderne
tecnologie;
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- mettendo a loro disposizione locali, canali di informazione
e infrastrutture logistiche necessarie alle loro attività
di creazione, espressione e di animazione;
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- creando centri di comunicazione, quali radio e televisione
locali e regionali, ai quali i giovani siano associati in
quanto partners.
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Politica ambientale
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31. Consapevoli che i problemi ambientali riguardano innanzitutto
i giovani, che domani saranno costretti a gestire gli errori
commessi in precedenza, i Comuni e altre collettività
territoriali s'impegnano a realizzare un fondo della gioventù
per l'ambiente, composto di responsabili del mondo economico,
di eletti poltici e di responsabili di associazioni della
gioventù, al fine di fissare le priorità in
materia ambientale nelle loro regioni.
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32. Di fronte ad un degrado ambientale sempre più
evidente, legato al nostro modo di vivere consumistico e
teso ad ottenere vantaggi immediati, i Comuni e altre collettività
territoriali s'impegnano a sostenere finanziariamente i
progetti educativi tradizionali, così come l'educazione
sperimentale.
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33. I Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a sostenere gli scambi interculturali al fine di favorire
la comprensione globale dei problemi dell'ambiente e la
necessità che ne deriva di dotarsi di strutture sovranazionali.
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Titolo II: La partecipazione istituzionale dei giovani alla
vita locale e regionale.
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- 34.
Per condurre a buon fine queste politiche settoriali, i
Comuni e altre collettività territoriali s'impegnano
a ottimizzare le condizioni istituzionali di partecipazione
dei giovani alle decisioni e ai dibattiti che li riguardano.
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35. Le condizioni istituzionali di partecipazione si realizzano
in strutture che possono assumere forme diverse, a seconda
che si tratti di un quartiere urbano, di una città
o di un paese, o di una regione; queste strutture devono
permettere ai giovani e ai loro rappresentanti di diventare
veri e propri partners relativamente alle politiche che
li concernono.
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36. Le strutture di associazione (partneriato), in cui viene
data la parola ai giovani, favoriscono la promozione del
loro ruolo e del loro status in seno alla città e
sono l'elemento chiave indispensabile per la messa in pratica
di questa Carta della partecipazione dei giovani alla vita
cittadina.
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Un giovane delegato/una giovane delegata
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37. Per rendere operativa la rappresentatività dei
giovani nell'ambito delle strutture istituzionali dei Comuni
e altre collettività territoriali, è necessario
che via sia un giovane delegato o una giovane delegata con
un incarico nell'amministrazione locale e regionale.
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Laddove questa pratica non fosse istituzionalizzata, i Comuni
e altre collettività territoriali devono studiare
quali siano, nell'ambito della legislazione locale, le condizioni
per creare questo incarico, affidandolo ad un giovane, per
esempio, su proposta delle associazioni.
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Durante tutto il suo mandato, che è a durata determinata,
questi assiste il servizio municipale incaricato della gioventù,
bada alla coerenza degli obiettivi politici in materia di
giovani e coordina le decisioni concernenti la gioventù.
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Una struttura di cogestione dei progetti
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38. Sensibili ai mutamenti sociali e culturali di una città,
di un quartiere o di un villaggio, i giovani, ragazzi e
ragazze, si assumono direttamente la responsabilità
dei progetti e sono i beneficiari di una politica da essi
stessa condotta.
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Per realizzare questi progetti i Comuni e altre collettività
territoriali s'impegnano a creare o a sostenere consigli
di giovani che funzionino come una struttura di partecipazione
attiva, in cui:
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- i giovani sono eletti da altri giovani;
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- un giovane è eletto presidente dell'assemblea e
occupa la copresidenza, in generale, con il
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sindaco o con il consigliere comunale incaricato della gioventù;
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- tranne il sindaco o il consigliere comunale incaricato
della gioventù, l'assemblea è composta
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da giovani.
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39. L'elezione dei giovani a detti consigli avviene tenendo
conto delle condizioni sociali dei Comuni, compreso le assemblee
di giovani di quartiere, le associazioni e organizzazioni
di giovani, i centri giovanili e le case di quartiere, i
consigli della gioventù, le varie scuole.
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40. In base a un bilancio stanziato dai Comuni o da altre
collettività, questi consigli di giovani elaborano
e svolgono le loro attività secondo quattro linee
principali:
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- rilevazione dei bisogni e delle domande dei giovani, analisi
dei problemi che si pongono, quali
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quelli dell'alloggio, dell'urbanismo, dell'impiego del tempo
libero, degli spazi culturali e così via;
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- dibattiti e studi al fine di realizzare progetti con l'aiuto
di esperti, di eletti locali e di funzionari,
nell'ambito di sottocommissioni;
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- apertura di appositi capitoli di bilancio, iniziative
di progetti, realizzazioni pratiche;
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- valutazione costante dei risultati ottenuti.
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41. Oltre alla realizzazione di progetti, questi consigli
di giovani possono essere chiamati a discutere di questioni
specifiche riguardanti i giovani di un determinato quartiere,
città o paese.
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Incoraggiando i giovani ad esprimere la loro opinione sui
problemi che li concernono, si permette loro di avere una
preparazione e una formazione alla vita democratica e alla
gestione della vita cittadina.
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La struttura di concertazione
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42. E' il luogo in cui si instaura un dialogo regolare e
continuo fra gli eletti e i delegati o i rappresentanti
di organizzazioni e di associazioni di giovani, che sono
o giovani eletti dai loro coetanei, o giovani operatori
sociali, o responsabili di associazioni per la gioventù,
di circoli di giovani, di case di quartiere, di centri sociali,
di centri di pianificazione familiare, di centri d'informazione
e di servizi, o responsabili del Consiglio della Gioventù,
organo di coordinamento e di concertazione delle associazioni
e organizzazioni di giovani in un comune o in una regione.
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Questa struttura costituisce il luogo in cui vengono elaborate
e controllate le politiche settoriali con la concertazione
dei giovani e a favore di essi.
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